“Uomo A-mare”: un gruppo sulla stessa barca
A Ravenna c’è una forma molto originale di auto mutuo aiuto, che d’estate va a vela e d’inverno fa formazione e manutenzione del natante. Il progetto è gestito da CollegaMenti 3.0, Porte Aperte della Romagna e Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Romagna
di Chiara Schiffrer, associazione Porte Aperte della Romagna
RAVENNA - Un gruppo di auto mutuo aiuto sempre meno legato all’ambito sanitariopsichiatrico e sempre più integrato nel contesto sportivo-associativo, la cui attività principale è andare in barca a vela. È il progetto “Uomo A-mare”, nato nel 2006 a Ravenna, promosso inizialmente da A.M.A. la Vita Odv, associazione di familiari e pazienti della salute mentale per offrire occasioni di socializzazione e stimoli per uscire di casa, e attualmente condotto dall’associazione CollegaMenti 3.0 Aps, in collaborazione con Porte Aperte della Romagna Odv - Associazione per la Salute Mentale, con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Romagna e con la rete marittima del territorio ravennate.
Il nome del gruppo vela “Uomo A-mare” si riferisce, con un pizzico di auto ironia, alla manovra per il salvataggio di una persona caduta in acqua, quindi allo spirito dell’auto mutuo aiuto che sta a fondamento dell’associazione fondatrice, ma suggerisce anche un richiamo al verbo “amare”. All’inizio i ragazzi “si facevano portare” in barca dai genitori e mostravano per lo più un atteggiamento di passività e acquiescenza. Poi i ruoli abituali si sono ridefiniti e sono diventati secondari rispetto alla progettualità che il gruppo richiede. Oggi ciò che unisce i membri di “Uomo A-mare” non è, come in molti altri gruppi Ama, un problema da superare (patologie psichiatriche, alcolismo e altre dipendenze), ma la passione per il mare e per la barca vela.
Dal 2008 il gruppo possiede una barca, battezzata "Tuttabirra“ , dono del Lions Club Ravenna Romagna Padusa, ormeggiata nel Circolo velico ravennate e tuttora prosegue il consolidamento di una rete di rapporti con numerose realtà associative, nautiche e sportive del litorale romagnolo, con singoli armatori che ci hanno ospitato sulle loro barche quando il gruppo è diventato troppo numeroso rispetto alla capienza di “Tuttabirra”, nonché la partecipazione a numerosi eventi, regate, gite in barca con la conseguente integrazione nelle realtà veliche del territorio.
L’attività di “Uomo A-mare” si svolge senza interruzioni tutto l’anno: nella bella stagione si va in barca, si partecipa a veleggiate e regate, a gite, brevi viaggi, gemellaggi. D’inverno si svolgono altre attività: documentazione, formazione, programmazione delle attività future, manutenzione della barca. Al gruppo partecipano stabilmente una quindicina di utenti del Servizio di Salute Mentale e quattro familiari. Tuttavia in alcune occasioni, principalmente conviviali, la partecipazione si allarga. “Uomo A-mare” si avvale di alcune collaborazioni retribuite: uno skipper, a cui è affidata l’attività velica e il coordinamento della manutenzione di “Tuttabirra”, e due psicologi dell’associazione Collegamenti 3. con funzione di facilitatori. Partecipano al gruppo, in qualità di volontari, anche alcuni armatori che mettono a disposizione la propria barca gratuitamente o dietro compenso “simbolico”.
In questi anni le attività di “Uomo A-Mare” hanno rappresentato un esempio di come i principi e la metodologia dei gruppi di auto mutuo aiuto si siano uniti con l’esperienza di outdoor training attraverso lo sport della vela. Nel gruppo dei partecipanti che costituisce l’equipaggio della barca è possibile misurare: la capacità di adattamento psicofisico, lo sviluppo del lavoro di squadra, la tolleranza allo stress, il problem solving, la definizione dei ruoli, il rispetto delle regole e la capacità di fronteggiare situazioni impreviste, implementando doti di flessibilità e creatività. Attraverso una serie di interviste pubblicate nel volume “Il secondo libro di UOMO A-MARE. Un Gruppo di Auto Mutuo Aiuto sulla stessa barca”, i partecipanti hanno messo in evidenza il sentirsi accolti e non giudicati, l’importanza di dare il proprio contributo e di riconoscere i propri bisogni e quelli altrui, vissuti di soddisfazione, benessere e socialità.
Oggi i componenti del gruppo vela “Uomo A-mare” partecipano al progetto non come persone da assistere, ma come cittadini attivi che s’impegnano nella propria realtà associativa. Aggiungiamo che la frequentazione dei normali luoghi di vita, fuori dai “recinti sanitari”, porta a una percezione più corretta della realtà della salute mentale da parte della gente e contribuisce all’abbattimento dello stigma.
Qui le altre attività 2022-2023 dell'associazione Porte Aperte della Romagna, sezione di Ravenna...
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