Buone prassi
BUONE PRASSI
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BUONE PRASSI
Le residenze pubbliche e private per la Salute mentale, le Dipendenze patologiche e la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza costituiscono un pilastro fondamentale nell’assistenza fornita ai cittadini. Nel corso degli anni in Emilia-Romagna si è sviluppata un’ampia gamma di strutture, con diversi livelli di intensità trattamentale, dall’intensivo a breve termine alle residenze riabilitative a medio termine fino alle strutture sociosanitarie orientate alla cura a lungo termine.
Tuttavia, i dati a disposizione evidenziano la necessità di rivedere e innovare il sistema di cura residenziale, considerando l’aumento dei disturbi mentali e delle dipendenze, soprattutto tra i giovani, e l’urgente bisogno di adattarsi a queste nuove sfide. Nonostante il consistente investimento economico nel settore, ci sono ancora diverse sfide da affrontare, tra cui la riduzione dell’istituzionalizzazione, i tempi di trattamento troppo elevati e lo sviluppo di nuove tipologie di residenze basate sui bisogni emergenti.
Le Linee programmatiche sulla residenzialità dei servizi di Salute mentale adulti, Dipendenze patologiche e Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza della Regione Emilia-Romagna propongono una serie di innovazioni e strategie sfidanti per raggiungere percorsi di cura evidence-based orientati alla recovery, compresi la formazione dei professionisti, l’aggiornamento dei requisiti di accreditamento e l’implementazione di nuovi strumenti di valutazione. L’obiettivo finale è quello di promuovere una residenzialità che favorisca il pieno recupero delle persone, garantendo il loro reinserimento nella vita sociale e lavorativa e rispettando i loro diritti umani.
Per sapene di più:
- Linee programmatiche sulla residenzialità dei servizi di Salute mentale adulti, Dipendenze patologiche e Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza della Regione Emilia-Romagna - Allegato 1 alla delibera di Giunta regionale n. 1322 del 01/07/2024 (PDF 763 KB)
- Le Residenze psichiatriche
Da giugno 2021 c'è “Casa di Tina”, la casa delle associazioni della salute mentale di Bologna. Si tratta di una villetta di proprietà del Comune, data in affitto all’Ausl che l’ha affidata a sua volta a una rete di 12 associazioni del Cufo (Comitato utenti familiari e operatori del DSM di Bologna) per farla diventare un luogo di socializzazione per persone con disagio psichico, giovani con disabilità cognitiva e per le loro famiglie. Un luogo di transizione prima di avventurarsi verso altri centri di aggregazione. La casa è stata rinnovata grazie al lavoro volontario di alcuni familiari e a un contributo della Fondazione del Monte.
Tra le attività realizzate si alternano: cinema, musica, trekking teatrale, gruppo di lettura, gruppo degli artisti irregolari, corsi di cucina sana, corsi di informatica e sportello di aiuto smartphone, corsi di yoga (presso il Centro Montanari) e aperitivi estivi in giardino. Le attività non riguardano solo gli adulti: le associazioni della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza organizzano iniziative di teatro, di movimento e di autonomia, incontri di amicizia per bambini e ragazzi con disabilità intellettiva.
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