Con questo seminario inizia la Rassegna “La memoria del futuro” che quest’anno vuole ricordare i 50 anni di attività della “Residenza Ferdinando Santi” e i 30 anni dell’Associazione “Va Pensiero”.
Psichiatra e filosofo politico statunitense di origine ungherese, Thomas Szasz (1920-2012) è una figura centrale nel dibattito del secondo dopoguerra sulle relazioni fra psichiatria, politica e pensiero libertario. Dopo aver conquistato una rapida fama difendendo la tesi dell’inesistenza delle malattie mentali e dell’inutilità delle psicoterapie, Szasz ha avanzato critiche nei riguardi della psichiatria istituzionale, che consisterebbe nella somministrazione quasi sempre coercitiva di trattamenti fittizi per malattie inesistenti. Esplorando le implicazioni politiche delle sue ricerche psichiatriche, Szasz ha elaborato una versione del libertarismo politico fondata sul principio di autoproprietà, che sancisce il diritto di ogni individuo al pieno possesso del proprio corpo.
Nel suo volume, Roberto Festa restituisce un’immagine del pensiero di Szasz sgombra dai pregiudizi ideologici che hanno accompagnato la sua ricezione nel nostro paese. Il seminario sarà occasione per approfondire insieme all’autore alcuni temi salienti quali il ruolo del mito e della coercizione nella psichiatria, la natura dello Stato terapeutico, il conflitto fra libero arbitrio e determinismo psichiatrico, l’inconciliabilità tra libertarismo e psichiatria e le implicazioni del principio di autoproprietà, a partire dal diritto al suicidio e al libero accesso a droghe e farmaci.
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