Il 27 gennaio 2022 la Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 22/2022 relativa alla costituzionalità della legge
n. 81/2014 sollevata dal Tribunale di Tivoli.
La Corte dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sulla base della necessità di non determinare
“l’integrale caducazione del sistema delle REMS, che costituisce il risultato di un faticoso ma ineludibile processo di superamento dei vecchi OPG; e produrrebbe non solo un intollerabile vuoto di tutela di interessi costituzionalmente rilevanti
ma anche un risultato diametralmente opposto a quello auspicato dal rimettente, che mira invece a rendere più efficiente
il sistema esistente, mediante il superamento delle difficoltà che impediscono la tempestiva collocazione degli interessati
in una struttura idonea”.
Venivano quindi confermate le leggi n. 9/2012 e n. 81/2014 che sono state attuate con grande sforzo inter istituzionale
soprattutto grazie ad un impegno straordinario dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) e al coraggio e motivazione degli
operatori, i quali hanno realizzato una “rivoluzione gentile”, dato speranze e futuro, cura e prospettive a chi le aveva
completamente perdute. I dati di funzionamento e di esito a 10 di attività sono significativi e nel complesso positivi.
Come noto, la legge n.81 è stata attuata a codice penale e a prassi giudiziarie invariate e si è più volte invocata una riforma organica dell’intero sistema. È stato quindi apprezzabile il richiamo della Corte al legislatore. Infatti, nella sentenza
venivano evidenziate numerose criticità e frizioni con i principi costituzionali e diverse contraddizioni che sono state rimandate al legislatore in relazione alle pluralità di competenze nazionali e regionali, e delle numerose istituzioni coinvolte. La circolare n.3/22 recante “Indicazioni per la gestione degli ingressi e della lista d’attesa nelle REMS per i pazienti
autori di reato nella Regione Emilia Romagna” ha anticipato l’accordo in CU n.188 del 30/11/2022. L’art. 3 ha previsto
l’istituzione del Punto Unico Regionale (PUR), il quale operando d’intesa e costante raccordo con i DSM e le ASL svolge diverse funzioni, tra cui: favorire il raccordo operativo con i DSM titolari della presa in carico, qualora venga sollecitata
la rivalutazione della pericolosità ai fini di una eventuale revoca o sostituzione della misura di sicurezza detentiva; revisionare periodicamente ogni sei mesi le liste d’attesa per gli ingressi in REMS (PRAP-Regione-Garante).
Il seminario ha l’obiettivo di un confronto con altri PUR Regionali, Magistratura e Periti per definire quali siano i punti da normare in forza di leggi e quali invece, come ad esempio quelli tecnico scientifici, siano da vedersi in ambiti diversi ,
come da Linee guida, “buone prassi”, Protocolli. Un sistema “multilivello” dove opera l’interazione tra i diversi ordinamenti, nazionale e internazionale, e pratiche tecnico-scientifiche ed etiche.
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