L’arte di legare le persone parla delle voragini che ci abitano, di ciò che in noi e negli altri è frammentato, della lotta quotidiana con la
follia. Lo fa attraverso le immagini del reparto 77, un microcosmo nel cuore di Genova a cui dà voce lo stesso autore, psichiatra da
quarant’anni. La sua vita e la finzione letteraria si mescolano fino a confondersi in un romanzo che esce dalla metafora, dove legare
le persone significa effettivamente trovarsi a doverle legare al letto di un ospedale , ma anche legare le persone a te, legare le persone alla realtà, legare le persone a sé stesse.
Il seminario ci permette di dialogare con l’autore del suo esordio letterario, una forma di prosa lirica, inusuale dove la narrazione unisce la vita degli altri ai suoi pensieri, quasi in forma di diario. Messi su carta ci sono i suoi quarant’anni di rapporto con la fragilità, la contraddizione, la superbia, la fattibilità, l’esperienza di un uomo e di una vita spesa a “guardare l’abisso con gli occhi degli altri”.
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