Una tranquilla cittadina è scossa da improvvise apparizioni di rinoceronti e gli abitanti del luogo diventano vittime di un’assurda metamorfosi: il loro aspetto umano si trasforma in quello dei giganteschi pachidermi.
Una metafora sui totalitarismi, sul conformismo, sul razzismo. Un attacco alla standardizzazione e alla resa assoluta al potere dominante. Quando si gira la testa dall’altra parte, quando si è dipendenti e si ubbidisce all’opinione pubblica, diventando consumatori sottomessi alle tendenze, ci si può riconoscere, addormentati e impigriti, incapaci di prendere parte alla vita. Pressati dalla prestazione, prigionieri di noi stessi.
Ma c’è chi non si sente rappresentato dalla maggioranza e non si riconosce nell’immaginario regnante e riesce a resistere alla metamorfosi per restare umano e combattere contro vecchi e nuovi rinoceronti.
In scena un gruppo con fragilità e disagio psichico, capace di accettare e di imporre agli altri la propria vulnerabilità, coltivando con leggerezza una dimensione più contemplativa della vita.
Una produzione di Festina Lente Teatro, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, AUSL Dipartimento Attività Integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Reggio Emilia, Scandiano, Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia, Associazione Sostegno e Zucchero.
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