La Settimana della Salute Mentale di Modena affronta quest’anno il tema del potere trasformativo delle crisi. Di fronte alle numerose e spesso drammatiche discontinuità cui siamo stati e continuiamo ad essere esposti ciascuno può assumere atteggiamenti diversi. Una delle tentazioni più forti è quella di rifiutare il cambiamento, chiudendo gli occhi e rifugiandosi nel passato, fornendo risposte asincrone a domande che nel frattempo sono cambiate. La scialuppa di salvataggio del conformismo cui aggrapparsi sino all’estremo limite dell’ignavia ci promette di controllare l’ansia del nuovo ma produce aridità emotiva, incapacità a comprendere le emozioni dell’altro, claustrofilia relazionale. È in queste fasi che diviene essenziale sospendere il flusso ordinato della propria esistenza e lasciare che l’aporia, l’incertezza, trovino tempo e spazio per esprimersi e modi per ricomporsi.
Mettere assieme i pezzi, sfrondare il superfluo per guardare all’essenza della salute mentale individuale e di comunità, esigono da noi tutti uno sforzo di immaginazione creativa, una spinta ideale non influenzata dall’urgenza del fare o dalle suggestioni della cronaca. Ancora una volta la Settimana della Salute Mentale di Modena ci offre un’occasione per superare le rassicuranti appartenenze micro identitarie e ritrovare nella tensione dialettica delle diverse prospettive stimoli di partecipazione virtuosa. Per costruire attraverso il riconoscimento e la reciproca legittimazione il commuoversi, il “muoversi assieme” verso un futuro ancora tutto da scrivere.
Gli oltre 100 eventi che arricchiranno questa XIII edizione di Màt sono al tempo stesso testimoni ed interpreti: testimoni della nostra storia, dei vizi e delle virtù del sistema di cura per la Salute Mentale, ma anche interpreti di una visione che dalla realtà vuole ripartire, consapevoli che “non è il mondo ad avere torto” e che a tutti noi è affidato l’esercizio di quel potere trasformativo che le crisi ci disvelano. (Fabrizio Starace
Direttore DSMDP, AUSL Modena)
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