Lo spettacolo, tratto da Aspettando Godot di Samuel Beckett, ha come unica protagonista l’attesa. In scena sono rappresentati personaggi che vivono fuori dal mondo, in attesa di un possibile cambiamento, di una trasformazione: aspettano il tempo del gioco e della festa, e si vogliono abbandonare all’indugio e riappropriare della stanchezza e della noia. Si tratta di figure abituate ad un quieto “non fare”, capaci di vedere e di stupirsi delle meraviglie del mondo, stanchi di inseguire sempre traguardi, mete, scopi (spesso fonti di dolore) e incapaci di agire. “Andiamo” ripetono, “Andiamo”, ma non si muovono. Aspettano di vedere le cose in modo nuovo, di ritrovare l’essenza della vita umana. In scena attori fuori dagli schemi, con fragilità psichiche, capaci di trasformare la fatica del vivere in poesia, che con sensibilità e creatività, tra verità e finzione, contendono lo spazio scenico alle convenzioni sociali.
Grazie al protocollo di intesa “Teatralmente - Teatro e Salute Mentale”, sottoscritto da ATER e dagli assessorati regionali alla Cultura, alle Politiche giovanili, alle Politiche per la legalità e alle Politiche per la salute, si è costruito un terreno comune per la valorizzazione del teatro, elemento di benessere psichico e, soprattutto, di crescita individuale e collettiva. Si tratta di una vera e propria stagione teatrale che intende promuovere le compagnie operanti nei diversi Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna.
Rimani sempre aggiornato:
iscriviti alla nostra newsletter!