Lo spettacolo prende vita da alcune riflessioni sulla giustizia e le sue declinazioni che emergono dalle vicende di Antigone: la Legge del sovrano, che si compie inderogabile per mantenere l'ordine nella città, ma che si contrappone alla morale e alle leggi non scritte. Questa polarità rischia di portare con sé un appiattimento dei valori e la sistematica disattenzione nei confronti della singolarità degli individui, fagocitati da un sistema spesso esclusivo che li restituisce piccoli e insignificanti come granelli di "polvere della storia". La ricerca dello spettacolo nasce dal presupposto che il popolo è costituito da individui molto diversi tra loro, che necessitano di essere trattati con uguaglianza e specificità allo stesso tempo, ricevendo ciò che gli è veramente dovuto. La legge, infatti, non sempre coincide con la giustizia, e seguire la legge non sempre rende le persone “giuste”.
Grazie al protocollo di intesa “Teatralmente - Teatro e Salute Mentale”, sottoscritto da ATER e dagli assessorati regionali alla Cultura, alle Politiche giovanili, alle Politiche per la legalità e alle Politiche per la salute, si è costruito un terreno comune per la valorizzazione del teatro, elemento di benessere psichico e, soprattutto, di crescita individuale e collettiva. Si tratta di una vera e propria stagione teatrale che intende promuovere le compagnie operanti nei diversi Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna.
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