Marco (nome di fantasia) è in carico presso i servizi psichiatrici di Imola. Per lui questo strumento consiste in un servizio di accompagnamento a fare la spesa e in un sostegno nelle questioni burocratiche
di Mirko Melandri
IMOLA - Marco (nome di fantasia) è in carico presso i servizi psichiatrici di Imola. Da più di tre anni e mezzo usufruisce del budget di salute, un insieme di risorse umane, professionali ed economiche che i Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze patologiche delle Aziende sanitarie locali mettono a disposizione degli utenti per realizzare il loro Progetto terapeutico riabilitativo individuale. È lui a spiegarci cos’è il suo personale budget di salute. «Per me il budget di salute è un servizio d’aiuto nelle attività quotidiane. Le principali sono andare a fare la spesa, sbrigare delle commissioni particolari oppure sbrigare tutte quelle pratiche per cui incontro grosse difficoltà».
Come è strutturato?
«Il servizio ha molti operatori diversi, durante la settimana l'educatore varia e quindi c'è modo di avere un approccio diverso in base a ciascun carattere e a ciascun modo di lavorare. L'attività è sì individuale, ma a volte siamo riusciti a trasformarla in attività di gruppo e a fare qualche uscita con altri utenti. Sono una persona che in genere parla: butto fuori tutto quello che voglio dire e riesco ad adeguarmi agli altri. Però c'è stato un periodo in cui il budget di salute mi è servito per parlare dei problemi che avevo a casa e di altri aspetti. È stato molto utile il colloquio».
Che rapporto ha con gli operatori?
«Mi sono trovato bene con tutti. Ognuno ha il suo stile e mi sono adattato. Ci sono stati operatori che ho visto di più, altri meno. Mi è piaciuta questa diversità. L'operatore può dare consigli, essere un sostegno, aiutare nel rapporto con gli altri e suggerire certi comportamenti da tenere».
Che ne pensa del progetto?
«Mi sta piacendo, è utile, mi ha risolto varie problematiche. L'ho iniziato a dicembre del 2018; poi lo scoppio della pandemia mi ha messo a disagio, ma il servizio è continuato».
Elisa Ceroni, la coordinatrice dei budget di salute sul territorio imolese per il consorzio Solco, ci spiega meglio questa realtà. «Il budget di salute è un insieme di risorse umane, professionali ed economiche che vengono messe a disposizione delle persone in carico al Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze patologiche dell’Ausl per la realizzazione dei Progetti terapeutici riabilitativi individuali. Lo strumento prevede il coinvolgimento della persona, dei servizi psichiatrici e della famiglia, e ha come obiettivo il miglioramento della salute mentale e fisica e l’integrazione sociale, attraverso la fruizione e la partecipazione alle attività presenti sul territorio, nell’ottica di un approccio centrato sulla recovery».
Quali sono gli obiettivi?
«Lo scopo è di tipo terapeutico-riabilitativo e può riguardare l'acquisizione di competenze e autonomie rispetto a tre assi di intervento: l’abitazione, il lavoro (che significa la possibilità di avere una indipendenza economica ma anche e soprattutto un ruolo attivo), la socializzazione e l'affettività attraverso la creazione e il consolidamento di reti familiari, amicali e di supporto tramite l'associazionismo e il volontariato».
Come sono strutturati i Progetti individuali?
«I progetti nascono dalla richiesta di attivazione, da parte del servizio che ha in carico la persona, di un budget di salute per raggiungere determinati obiettivi. L’attivazione prevede sempre il coinvolgimento dei servizi sanitari, sociosanitari, dell’utente, dei suoi famigliari (se presenti) e dell’educatore. In fase di avvio il Progetto terapeutico riabilitativo individuale contiene l'analisi dei bisogni della persona. Poi sono definiti gli assi di intervento che saranno attivati (casa, lavoro/formazione, socialità), identificati gli scopi e definiti i tempi per la verifica, che in genere sono di 6 mesi».
Si sono registrati miglioramenti e cambiamenti tra gli utenti?
«I cambiamenti avvengono giorno per giorno, ma spesso per vedere miglioramenti sulla qualità di vita ci vogliono tempi lunghi. Comunque abbiamo avuto dei buoni risultati, che in alcuni casi hanno portato alle dimissioni dal servizio. Ci sono state persone che hanno avuto difficoltà causate dalla patologia o da situazioni di vita complesse, e che tramite il budget di salute hanno ritrovato maggiore stabilità dal punto di vista delle dinamiche famigliari, lavorative e sociali, e persone che faticavano a credere di poter avere un futuro e che invece hanno ritrovato il proprio percorso di vita».