Rischio sfratto per il Centro diurno "Maccacaro" di Ferrara

Centro Diurno Maccacaro Ferrara

Una petizione rivolta ai cittadini per evitare lo sfratto dai locali di via Polo che lo ospitano. La soluzione alternativa non convince famigliari e utenti, non funzionale alle attività da svolgere

di Mirko Melandri

FERRARA - Una petizione rivolta ai cittadini di Ferrara per evitare lo sfratto dai locali di via Polo che ospitano il Centro diurno "Maccacaro", una struttura semiresidenziale per la cura e la riabilitazione di persone con disturbi psichici e difficoltà di inserimento sociale. 

“Il centro diurno – dice Isabella Gallesini, vicepresidente del Cufo (Comitato utenti familiari e operatori) di Ferrara, che ha portato il caso all'attenzione della Consulta regionale per la Salute Mentale dell'Emilia-Romagna – è nata alla fine degli anni '80 dopo la chiusura del manicomio ed è stata la prima struttura fuori dalle mura della realtà ospedaliera, situata in una palazzina che era una vecchia scuola di inizio del '900. Si tratta di un bell'edificio, e lo sottolineo perché la psichiatria spesso viene legata a luoghi brutti”. 

La notizia dello sfratto "ci è arrivata in maniera fortuita: attraverso la lettera di un genitore di un utente apparsa su un giornale locale. Così si è saputo che il Comune di Ferrara ha intenzione di rientrare nel pieno possesso dello stabile e di vendere l'immobile dando il benservito all'Azienda Usl. Ciò ha creato allarme negli utenti e ci ha spinti a lanciare la raccolta firme per chiedere che un bene pubblico resti in uso alla popolazione più fragile”. 

Come alternativa, “l'Azienda USL metterebbe a disposizione due stanze all'interno del Centro di salute mentale ma, secondo i famigliari, quei locali non sono funzionali alle attività da svolgere. E poi il centro diurno ritornerebbe in un posto legato alla psichiatria”.

Lo sfratto, per ora, è in balia degli eventi, anche perché il Comune attende il via libera da parte del Ministero.

La vicenda non ha lasciato insensibile la Consulta regionale per la Salute Mentale dell'Emilia-Romagna che ha espresso sostegno ai familiari e agli utenti promettendo di impegnarsi nella vicenda.

Giulio Alfredo Maccacaro, nato a Codogno l'8 gennaio 1924 e morto a Milano il 15 gennaio 1977 fu medico, biologo, biometrista e attivista per la salute, noto per i suoi contributi in microbiologia, statistica medica e epidemiologia.

 Foto: Ferrara OFF

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