Spazi d’ascolto nelle scuole, nelle Ausl, nei Comuni, interventi di peer education, Linee guida sul ritiro sociale: le risposte delle istituzioni locali ai disturbi psichici degli adolescenti
di Michela Trigari
BOLOGNA – Sportelli d’ascolto nelle scuole, Spazi giovani e Centri adolescenti delle Aziende Usl (quasi sempre all’interno dei Consultori familiari), sportelli di supporto psicologico comunali, interventi di peer education come per esempio Youngle Teens for Teens a Piacenza. Sono alcune delle risposte che, in Emilia-Romagna, la Regione e le altre istituzioni locali cercano di dare agli adolescenti per prevenire le forme di disagio psichico crescente, anche in correlazione agli effetti indotti dalla pandemia. Soluzioni gratuite e ad accesso libero che offrono consulenze individuali e/o di gruppo, un ambiente riservato in cui affrontare problematiche legate alla sessualità o alla vita affettiva e relazionale, colloqui psicologici. Servizi che non sono rivolti solo ai minori, ma a cui possono chiedere un parere o un consiglio anche gli adulti di riferimento: i genitori, gli insegnanti, gli allenatori sportivi.
Poi c’è la presa in carico vera e propria. «C’è stato un notevole incremento delle psicopatologie tra gli under 18 negli ultimi anni e subito dopo il covid, con un abbassamento dell’età di esordio e un aumento delle richieste in emergenza», dice Michela Cappai, referente dell’area Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza della Regione Emilia-Romagna. Secondo i dati regionali, gli assistiti dai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza nel nostro territorio sono cresciuti del 70,5%, passando dai 41.012 minori del 2011 ai 64.895 del 2023. «Anche la complessità delle patologie è aumentata: incontriamo soprattutto disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, disturbi psico-comportamentali, disturbi dell’umore, disturbi d’ansia». Infine, sempre secondo i dati a disposizione, è cresciuta la necessità di ricovero in struttura (+158% in 13 anni). «Come Regione Emilia-Romagna – continua la dottoressa Cappai – abbiamo potenziato i servizi territoriali di base, migliorato la formazione degli operatori, potenziato le strutture residenziali e semi-residenziali e incrementato i posti letto. Su quest’ultimo versante la Regione Emilia-Romagna ha approvato la DGR 1323/2024 per l'implementazione di reparti ospedalieri di Area vasta dedicati alla psicopatologia dei minori, finalizzata all’attivazione futura di ulteriori due nuovi hub di psicopatologia 0-17 anni, uno a Bologna e uno a Parma, che si vanno ad aggiungere al reparto già attivo a Rimini».
Un discorso a parte, invece, meritano le “Linee di indirizzo regionali sul ritiro sociale: prevenzione, rilevazione precoce e attivazione di interventi di primo e secondo livello” messe a punto nel 2022. Uno strumento per cercare di intercettare e venire in aiuto al cosiddetto fenomeno degli hikikomori: ragazzi e ragazze che scelgono di chiudersi in casa per trovare rifugio rispetto a uno stato di crisi
psicologica, con conseguente forte rischio di abbandono scolastico. Le Linee guida sul ritiro sociale propongono interventi di rete che coinvolgono la Scuola, i Servizi educativi, i Servizi sociali territoriali, i Centri per le famiglie, gli Spazi giovani, i pediatri e i medici di medicina generale, il Terzo settore, la pastorale giovanile, cercando di attivare tutta una serie di azioni a sostegno della socializzazione tra cui, per esempio, l’educativa domiciliare, l’inserimento in specifici gruppi di pari, la partecipazione a iniziative ludico-ricreative e ad attività di volontariato, laboratori ed esperienze lavorative protette e – solo in ultima istanza - i servizi di Neuropsichiatria e psicologia per l’infanzia e l’adolescenza delle Ausl.