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RICADUTE/3 Gli esperti in supporto tra pari si raccontano

RICADUTE/3  Gli esperti in supporto tra pari si raccontano

Lucio e Simona, della Rete Esp dell'Emilia-Romagna, hanno portato nella Consulta regionale per la Salute Mentale le loro testimonianze in materia di riemersione dei sintomi

a cura della Rete regionale ESP

REGGIO EMILIA - Simona la sua vita (e si è fermata a tre nel contare le tappe) la descrive come se stesse disegnando un grafico su un foglio. "Nella mia prima vita sono andata da zero a su su fino quasi alla fine del foglio. Poi, nella seconda vita, giù giù fin sotto il foglio, direi addiruttura fuori dal foglio. Nella terza vita invece ho girato il foglio, e oggi viaggio con un andamento ondivago, andante ma costante". Simona le ricadute ore le vede come "un bicchiere mezzo pieno, o comunque meno vuoto rispetto a prima". I fattori che l'hanno fatta risalire da una depressione profonda sono stati "il volontariato culturale, i progetti del Dipartiment di Salute Mentale" in cui è stata inserita, "il lavoro in una cooperativa sociale", la sua vera àncora di salvezza per superare i momenti difficili.

Lucio, invece, non ha mai avuto ricadute. Ma anche il suo percorso non è stato facile. "Per 7 anni e sei mesi ho fatto tutto quello che mi diceva il mio psichiatra di allora. Però i farmaci mi facevano dormire per gran parte della giornata, e quando ero sveglio sembravo uno zombie. Così ho cambiato curante e sono passato dalla sedazione al dialogo. All'inizio è stato molto faticoso: ero passato dal mondo dei sogni all'inferno della realtà. Ma oltre all'astinenza psicofisica ho provato anche una grande rabbia e sfiducia nei confronti della psichiatria, perché ho ritrovato me stesso solo demistificandola".

Le ricadute sono state uno temi di cui si è parlato durante l'ultimo incontro della Rete Esp dell'Emilia-Romagna tenutosi a Reggio Emilia. I risultati di quel lavoro di gruppo e le testimonianze di Lucio e Simona sono stati portati nella riunione di giugno della Consulta regionale per la Salute Mentale. E i risultati sono che "tutti possono possono cadere". Ma "ogni ricaduta aggiunge un pezzo al proprio essere e alla propria crescita personale. La ricaduta non è un fallimento: è un'evoluzione. Anche se sarebbe meglio riconoscere i segnali, confrontarsi e chiedere aiuto, accettare la possibilità della ricaduta".

Ma per trasformare la crisi occorre avere nella propria vita "punti importanti come gli affetti, il lavoro, la conoscenza. Bisogna poi rimanere impegnati, mettersi in gioco, esternare i propri vissuti, parlare e condividere, fare riferimento a tutte le dimensioni gruppali presenti in molte realtà come gruppi di auto aiuto, operatori, esperti in supporto tra pari, associazioni. Con la consapevolezza che anche gli Esp possono cadere e che per sostenerli servono strategie per mantenere alta la professionalità, non lasciarsi travolgere, non lavorare da soli ma in équipe, avere un tutor di riferimento, sapere che anche la Rete regionale può essere un sostegno".

 

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Si ringrazia la Regione Emilia-Romagna

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