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EDITORIALE 6 / Quel che resta della Giornata mondiale della salute mentale

EDITORIALE 6 / Quel che resta della Giornata mondiale della salute mentale

Finalmente si è parlato di benessere psicologico nei giovani e di recovery. Ma autonomia abitativa e lavoro sono ancora il tallone d'Achille per le persone con disturbi psichici

A cura della redazione

Convegni, seminari, mostre fotografiche, spettacoli, film, laboratori espressivi e creativi, presentazioni di libri. Sono tante le iniziative organizzate in Emilia-Romagna per sensibilizzare sui temi che ruotano attorno alla salute mentale e cercare di contrastare stigma e pregiudizio che ancora attanagliano i disturbi psichici e le persone in carico ai servizi psichiatrici. Ma cosa resta, in concreto, della Giornata mondiale della Salute Mentale che si celebra il 10 ottobre di ogni anno?

Al di là delle tavole rotonde e dei dibattiti organizzati da associazioni e Aziende Usl del territorio, finalmente si è parlato di benessere psicologico e di salute mentale nei giovani entrando anche nelle scuole. E poi si è parlato di recovery, cioè di recupero delle persone con disagio psichico. Un percorso che passa attraverso la socialità, l’autonomia abitativa, il lavoro, il protagonismo e la partecipazione.

Ma socializzare è difficile, specialmente in contesti non protetti, così com’è ancora più difficile trovare una casa in affitto e avere una busta paga in grado di sostenere l’indipendenza. Perché le cooperative sociali che si occupano di abitare supportato e di inserimento professionale da sole non bastano. Ecco allora a cosa dovrebbe servire la Giornata mondiale della Salute Mentale: a coinvolgere le aziende e il mondo dei piccoli proprietari immobiliari con nuovo slancio.

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Si ringrazia la Regione Emilia-Romagna

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