STORIE / Sonia e la sua cooperativa Scacco Matto
Lei è un’Esp, un’esperta in supporto tra pari. Ci racconta il suo vissuto da caregiver, l'insorgere di una malattia psichiatrica e l'incontro con il primo franchising per la salute mentale in Italia
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FERRARA - Mi chiamo Sonia Biavati, sono nata 46 anni fa ad Argenta, in provincia di Ferrara, territorio di confine con le campagne di Ravenna e Bologna immerso nella pianura padana. Sono figlia unica di una famiglia di ceto medio. Non ho mai manifestato particolari problemi di socializzazione e ho frequentato con successo le scuole dell'obbligo, poi ragioneria al “Vincenzo Monti” di Ferrara e l'Alma Mater Studiorum di Bologna, Facoltà di Economia, indirizzo Economia aziendale. Il mio percorso universitario non si è sviluppato in modo lineare in quanto, all'età di 19 anni, ho iniziato a essere caregiver nei confronti dei miei affetti più cari: prima nonno Carlin, colpito dalla Corea di Huntington, poco dopo nonna Rosanna, con un diabete importante che l'aveva portata all'asportazione sopra al ginocchio della gamba destra (ricordo ancora le sue tremende urla di dolore per la sindrome dell'arto fantasma durante le notti trascorse insieme). Anni e anni di solitudine in mezzo a situazioni di sofferenza.
Mio nonno è mancato il primo febbraio 2001 e, 46 giorni dopo, il giorno della festa del papà, mio padre viene colpito da grave emorragia cerebrale: asportazione parziale della calotta cranica e una diagnosi di stato vegetativo persistente irreversibile. Nonostante molti dottori ci consigliarono il contrario, io e mia madre decidemmo di accudirlo a casa perché per tutta la vita non aveva fatto altro che lavorare duramente per noi, senza farci mai mancare nulla, e ci sembrò giusto ricambiare il suo lavoro con il nostro amore. Tutta la nostra vita era concentrata lì, per altri 6 lunghi anni. Eravamo una famiglia distrutta, ma unita. Negli occhi dei miei vedevo quell'amore che, forse, quando le cose vanno bene, non si nota.
Alla morte di papà io e mamma ci trovammo sole, senza lavoro, fragili, disorientate, non sapevamo più gestire il nostro tempo. È in questo momento che riesco a concludere gli studi universitari, e mi laureo nel 2007. Purtroppo, dopo poco tempo, anche la mia cara mamma viene colpita dalla Corea di Huntington. Aveva solo 57 anni.
Io non sono riuscita a metabolizzare né a reggere il colpo, la patologia è esplosa in tutta la sua drammaticità. Patologia che mi ha portata inizialmente a cercare supporto nel servizio privato, per poi approdare al servizio pubblico dopo un tentativo di gesto estremo. Grazie all'intervento delle mie amiche Federica e Jessica mi ritrovo nel reparto psichiatrico intensivo di Valle Oppio. Ho un ricordo di queste giornate molto doloroso: ricordo le luci intense delle stanze, ricordo il dormire indotto pur avendo gli occhi aperti, ricordo il buio attorno a me, la non accettazione di essere una malata psichiatrica, il vuoto più nero che avevo mai attraversato.
Dopo un mesetto di ospedale vengo trasferita nella residenza Franco Basaglia di Portomaggiore (eccellenza regionale nel campo della salute mentale), dove resto ricoverata per 5 mesi e successivamente, in seguito a un tentativo fallito di ritorno a casa, entro in un gruppo appartamento dell'Ausl di Ferrara a Consandolo: un posto un po’ sperduto, ma l’ambiente neutro mi ha permesso, piano piano, con il supporto di alcuni operatori, di ridare ordine ai miei pensieri.
Poi il corso da Esp (esperto in supporto tra pari), un lavoro stagionale, l'amore del mio compagno Alessandro, l’affetto delle poche amiche rimaste, la serenità che mi dava il sapere mamma accudita a casa dagli zii Enrica e Ciro e da mia cugina Aicha e, soprattutto, l'incontro con la Scacco Matto di Wladimir Fezza (psicologo clinico di comunità), una società che si occupa di servizi alla persona nell’ambito della salute mentale attraverso il lavoro degli Esp. Dopo aver ottenuto un tirocinio formativo mi ritrovo a fare le loro fatture. Mi sentivo la donna più fortunata al mondo: era il lavoro che avevo sempre desiderato. Dopo pochi mesi di tirocinio mi ritrovo assunta prima a tempo determinato, poi a tempo indeterminato. Tutto cambiò per me: mi svegliavo felice, clienti e colleghi erano come membri di una stessa grande famiglia, con rapporti diretti e sinceri con tutti, mi sentivo fortunata. Negli anni vengo nominata responsabile amministrativa. Ieri come oggi Scacco Matto dà un senso alle mie giornate, mi arricchisce: mi rende felice aiutare tante persone con disturbi psichiatrici nel loro percorso di recovery.
Solo due anni fa, a novembre 2020, io, Cinzia Trevisani e Rosanna Rolli, tutte e tre Esp, ci siamo costituite come Scacco Matto Ferrara Cooperativa Sociale: abbiamo creato la nostra impresa e abbiamo acquisito i rami di azienda di ciò che Fezza e la moglie Sara (educatrice professionale empatica e illuminata) avevano creato nel territorio ferrarese, per dare modo al nostro fondatore di esportare tale modello anche in altri territori: è nato così il primo franchising per la salute mentale in Italia.
Attualmente le Scacco Matto in Italia sono dieci: Como, Milano, Bologna, Ferrara, Ravenna, Piacenza, Roma, Napoli, Salerno e la prima cooperativa, nata nel 2010, che fa da cappello a tutte le altre e si occupa della supervisione delle affiliate. Il modello e il know-how – ossia l’accompagnamento e il supporto alla recovery attraverso il lavoro degli Esp – sono stati depositati e sono replicati in tutti i territori allo stesso modo. I servizi che offre sono di tre tipi: domiciliari, diurni presso le ClubHouse, residenziali attraverso 12 gruppi appartamento dislocati a Portomaggiore, Copparo, Ferrara e Cento. Tutte le Scacco Matto sono enti del terzo settore regolarmente iscritte al Runts, fiscalmente adempiono a tutti gli obblighi di legge e anche dal punto di vista del personale dipendente vengono rispettate tutte le normative vigenti, compreso il contratto nazionale di categoria delle cooperative sociali.
Attualmente la nostra forza lavoro è così composta: 24 persone assunte a tempo indeterminato nel territorio ferrarese (di cui 14 Esp) e nove professionisti sanitari che lavorano nel complesso residenziale Olmetola, a Bologna, per la cui gestione abbiamo vinto una gara di appalto indetta dall’Ausl nel 2021. Penso che sia la prima volta in Italia che una cooperativa di esperti in supporto tra pari vince una gara di appalto.
Il contrasto all'isolamento e alla solitudine è una delle funzioni principali di Scacco Matto: è il primo compito di ogni Esp perché noi abbiamo vissuto quelle stesse sensazioni sulla nostra pelle, non lo abbiamo studiato sui libri, sappiamo quanto sia fondamentale fare gruppo. Le nostre ClubHouse sono luoghi di incontro e di socializzazione, oltre che palestre in cui i tirocinanti si allenano a diventare dipendenti del futuro. Ogni individuo con un disturbo psichiatrico ha un potenziale da riscoprire e utilizzare nel mondo sociale e lavorativo alla pari di qualsiasi altro individuo.
Ora sto vivendo un periodo molto particolare per la mia salute: sto affrontando la chemioterapia, in quanto a luglio mi hanno asportato un tumore maligno al seno destro. Ma per fortuna sto rispondendo bene alla cura. Non mi sento sola, come anni fa nel ruolo di caregiver, i miei affetti, il mio compagno Alessandro in primis, i miei gattini Beth e Marley, i miei colleghi, i miei amici e molti consulenti aziendali mi sono vicini, mi supportano e io cerco di essere positiva, non ho paura, non lo reputo un brutto periodo della mia vita.
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