Il carcere può essere osservato come una vera e propria città in miniatura, un microcosmo che riflette, in forma distorta, le dinamiche della vita all’esterno. Il carcere, così complesso e gerarchico, rende evidente quanto non sia solo un luogo di detenzione fisica, ma anche un sistema sociale a sé stante, le relazioni, i ruoli, le regole e le gerarchie definiscono la quotidianità tanto quanto le mura e le sbarre. Dentro le mura, la vita continua secondo regole proprie, e chi vi entra deve imparare a muoversi come se fosse un cittadino di un microcosmo parallelo, con la consapevolezza che la libertà in carcere è relativa