L’incontro è finalizzato ad evidenziare, informare e approfondire la forte connessione che esiste tra i luoghi di cura, la loro collocazione urbana, la loro conformazione e gli effetti diretti e indiretti che gli stessi hanno nei percorsi terapeutici tesi a migliorare le condizioni delle persone soggette a disturbi da uso di sostanze.
Sono note infatti le relazioni formali, cromatiche, ergonomiche ecc. che influenzano la percezione degli spazi antropici, ovvero di come in sintesi l’architettura dei luoghi, in particolare di quelli di cura, possa influenzare il comportamento e il benessere delle persone anche in rapporto alle patologie di cui sono affette. Occorre dunque fare il punto su come tali aspetti, prioritari all’interno di una progettualità di cura, sono considerati nelle strutture attualmente presenti in cui si svolgono sul territorio i servizi volti alla cura, sulla loro strutturazione formale e sulla loro adeguatezza allo svolgimento dei servizi stessi, sulla loro collocazione urbana e/
o extraurbana, sulla loro relazione con il contesto socio-culturale a partire dai servizi sanitari territoriali ma non solo.
Si intende fare emergere alcuni casi esemplari per far conoscere come la stretta relazione tra spazi della cura e architettura è stata valorizzata in alcuni territori e quali effetti concreti ha avuto sul benessere sia dei pazienti che dei professionisti della cura. Non meno importante è affrontare in tale direzione gli aspetti gestionali, le difficoltà, ma anche le soluzioni messe in campo nell’ambito delle organizzazioni sanitarie istituzionali, che possono emergere in fase di progettazione, di realizzazione e di gestione, appunto, di quei luoghi in cui l’architettura ha avuto un ruolo prioritario nella costruzione degli spazi di cura con specifiche finalità
volte al benessere e al comfort di chi li vive.
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