Psicologia clinica e di comunità

Il ruolo dell’ambito psicologico rispetto alla salute è stato messo in luce da una ormai imponente letteratura scientifica che ha pienamente confermato l’assunto dell’Organizzazione mondiale della sanità che lega la salute ad una condizione di benessere psicologico, oltre che biologico. Le evidenze sul ruolo della dimensione psicologica nel normale funzionamento umano (capacità adattive, atteggiamenti, emozioni, comportamenti, ecc.) e nella interazione bidirezionale mente corpo ne fanno un elemento cruciale sia nella promozione/mantenimento della salute che nel suo recupero in caso di disturbo/malattia fisica o psichica.
In riferimento al Sistema sanitario regionale, la professione psicologica è quindi presente trasversalmente nei diversi Dipartimenti delle Aziende sanitarie e interviene in diversi processi di cura, sia nell’assistenza territoriale che ospedaliera. Attualmente sono circa 768 i professionisti psicologi inseriti nel sistema sanitario regionale, a cui ne vanno aggiunti altri 50 impegnati nelle Aziende ospedaliere e Irccs.

DGR 1141/2021  Linee di indirizzo alle Aziende sanitarie per l’area Psicologia clinica e di comunità
Questo documento di aggiornamento, in sintesi, approfondisce la complessità in cui si articola la psicologia nei diversi contesti organizzativi del sistema sanitario e segnala, alla luce dello scenario post pandemia, definendo priorità e linee di sviluppo che la Regione intende perseguire per il potenziamento di questa disciplina, considerata sempre più necessaria nell’articolazione dell’offerta sociale e sanitaria. I contenuti sono articolati secondo un indice in cui le diverse fasi del ciclo di vita (età evolutiva e clinica dell’infanzia, età evolutiva e clinica dell’adolescenza, coppia, famiglia, puerperio e gravidanza, clinica del maltrattamento, abuso, affido e adozioni, clinica dell’adulto, clinica dell’invecchiamento) si intersecano con tematiche e contesti riconducibili alla psicologia della salute (psicologia nell’assistenza primaria, disabilità e cronicità, psicologia ospedaliera, salute nelle carceri, salute organizzativa, emergenza e catastrofi).
Ogni area tematica è stata organizzata secondo una premessa generale, gli aggiornamenti normativi e tecnico-professionali (linee guida, linee di indirizzo, ecc.) successivi al 2013, la competenza richiesta allo psicologo in quella specifica area e, infine, raccomandazioni qualitative secondo l’evidenza scientifica e l’esperienza clinica dei professionisti coinvolti.
Qui le Linee di indirizzo regionali sulla Psicologia clinica e di comunità

DGR 2185/23  Linee di indirizzo per l'implementazione della psicologia nelle Case di comunità
Le linee di indirizzo evidenziano come gli interventi di psicologia e psicoterapia nelle Case della salute - attraverso colloqui o strumenti tecnologici come la telemedicina - non rappresentino un semplice servizio di consulenza rivolto ai cittadini, ma il perno di un lavoro che coinvolge tutta la comunità, fatto di prevenzione dei disturbi emotivi e di lettura dei bisogni della popolazione. Ne consegue l’importanza di un approccio multiprofessionale alla salute mentale, che presuppone la formazione di medici di medicina generale, pediatri, infermieri, assistenti sociali, chiamati a collaborare con i professionisti della psicologia per favorire l’ascolto, l’eventuale presa in carico degli assistiti e la progettazione di percorsi di cura.
Per questo motivo è fondamentale che la figura dello psicologo sia integrata in una rete con i servizi di secondo livello quali i consultori familiari, i centri di salute mentale e neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza. Lo psicologo rappresenta un avamposto di confine tra dinamiche prettamente sanitarie e aspetti più legati alla sfera sociale dell’individuo (anziani, persone la cui condizione psicologica sia messa alla prova da altre malattie, caregiver, adolescenti con le loro famiglie, neogenitori, persone che mostrino primi segnali di ansia o depressione). 
Le quattro linee di azione previste riguardano, oltre la consultazione delle persone in stretto contatto con i medici curanti e i pediatri, la promozione della salute e dei corretti stili di vita, il supporto per le persone con malattie somatiche, l’organizzazione e la formazione delle équipe. Coinvolgendo anche le risorse del territorio, come già accade per esempio per alcolisti anonimi o altri gruppi di auto mutuo aiuto.
Qui le  Linee di indirizzo per l'implementazione della psicologia nelle Case di comunità

Referenti
Referente regionale: dr.ssa Barbara Leonardi. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Coordinatori tecnici:
dr.ssa Paola Dondi (Aosp Modena) per la Psicologia ospedaliera
dr.ssa Anahi Alzapiedi (Ausl PR) per la Psicologia territoriale

Parliamone Insieme
il sito della Consulta regionale per la Salute Mentale dell’Emilia-Romagna


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Si ringrazia la Regione Emilia-Romagna

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